Martedì 27 dicembre 2011 2 27 /12 /Déc /2011 19:03

Quasi2012... Nuovo aspetto... Nuova Partenza o Nuovo arrivo che possono sapere...

In ogni caso, non vi dico Buono Anno, districatevi affinché l'anno sia buono, è della vostra molla... Aggiungete un poco di sale nelle vostre vite se li trovate insipidi. Vivete che cosa!

E del piccoli canaillous bendo per voi... Champagne! (infine virtuale, eh! Non bisogna esagerare...)


Per Nomade poligrafo e compulsivo... - Pubblicato in : Brocante alle chimere
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Mercoledì 12 ottobre 2011 3 12 /10 /Ott /2011 11:59

59f5cbdff2eba93183cf0150fbe6c1ca 7 h 15. Caffè, marmellata ed in fondo sonoro il ronzio stupido di una stazione periferica. Gli imbonitori hertziani dispongono di poche parole nell'uso di una dialettica opprimente: un centinaio forse, con tra più conosciuti: crisi, il più lato sulla scala del suicidio, recessione non è discretamente neanche, marasma, agitazioni ed inquietudini, ne passo e di più cupi.

Allora, perché ascoltare? Per pigrizia, per abitudine? Forse semplicemente per masochismo dolciastro. Sembra che la crisi, perdono la Crisi con un maiuscola fa vendere. Ma quale Crisi? Non esiste una crisi ma delle centinaia, delle migliaia, l'esistenza è una successione di crisi e di tregue, è ciò che la rende proprio interessante.

Nella mia immensa ingenuità, (non rompete, non prendo questa caratteristica per una tara, trovo piuttosto che questa è diventata l'espressione di una buona salute mentale, sono stupito sempre del contrasto tra la realtà, la nostra vera esistenza e gli scenari che il ci si racconta, molto male, e che il ci si mostra, affliggente. Sono obbligato molto di scrivere che l'economia, il mondialismo, le poste del potere, le prodezze innamorate degli sportivi e degli eletti sono indifferenti la maggioranza di noi. Per il meglio queste funeste notizie ci minano, ci guastano il ciboulot, a forza di guardare la polvere e gli strappi delle tende del teatro, noi dimentichiamo di guardare il locale, più peggiore, noi non vogliamo anche più salire su scena per giocare la nostra spartizione.

Instaurando dovunque il principio di precauzione e per assolutamente tutto, la società occidentale si è installata in un dogmatismo lenitivo. Tutte le generazioni fanno del surplace. I vecchi, ah sì! è vero si deve dire i maggiori! avevo dimenticato politicamente il corretto, sorvegliano i loro tassi di colesterolo e vanno a fumare nei servizi all'ufficio, ciò dà un vero colpo di giovane occorre dire!), i trentenaires angosciano a morte per piacere al loro boss che ne non ha niente a scheda!) e sognano di somigliargli, indebitandosi per l'ultimo esemplare del Maudy A6 o il Percedes Classe Stupido!), i nostri ragazzini fanno più dodici Traghetto per provare a sganciare un CDD di 3 giorni in un Discount Alimentare. E sì, vivere un rischio è e si finisce del resto sempre per morire ne, allora? Divertitesivi un buono colpo e vivete che diavolo!

Buono! 7 h 30, taglio questo satanée radio. Vado a farmi di essi. ufs al piatto con pieno di burro e di sale, e dopo 3 caffè, andrò all'ufficio passeggiandomi pure fumante la mia pipa.

Buona giornata.

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Mercoledì 5 ottobre 2011 3 05 /10 /Ott /2011 12:05

hercule

L'epoca è al disincanto. La contaminazione per eccesso di notizie più desolanti une che gli altri. È vero che da bel lurette, il differente media ci presta le competenze e l'apparenza di periti. Ha ci promossi specialisti in economia, doctes sapienti in tattico militari ed altri dolci bagatella. Inghiottiamo, bocca spalancata delle tonnellate di notizie contraddittorie, incomplete, erronee, un scoop caccia l'altro nel minuto. E, bisogna bene confessarglieci, per la maggioranza di noi, non impacciamo " che pouic" a questo sproloquio indigesto. Tranne che.

Tranne che questa pratica quotidiana ci rattrista e ci costipi i neuroni. È spesso di buono tono nei saloni dove si ascolta causare di qualificare l'immaginazione di perversità, vedere di segno di degenerazione. Sono spiacevole.

Certo conosco buono numero dei gioiosi compagni che si evolvono nella creazione immaginaria che amerebbe vedere la loro fine di mese un poco più grassottelle. L'economia rialza del concreto per questi mangiatori e mangiatrici di patatine fritte e questi bevitori e bevitrici di birra, il prezzo del mezzo è una reale problema faccia alla caduta dell'economia europea, posso assicurarvelo. Essere un artista maledetto, è bello nei libri romantici, ma non potere porre questi testi o queste tavole di Viale, ciò non paga non le forniture, Prosciutti Burro, Erba a Nicot e piccoli neri allo zinco.

Questi alcune parole per denunciare semplicemente, una volta di più, so. So.) l'ostracismo della media faccia alla cultura dell'immaginario. E sì, è vero questo è popolare, è orribile! L'atrocità di queste persone. Di questi generi letterari e grafici che osano dare del sogno ai piccoli ed ai grande.

Ho fatto ultimamente un'esperienza banale ma interessante, in una grande, molto grande, libreria sono andato al reparto letteratura francese, Parigina! Dovrei dire. Aveva non ci che una coppia incerta ed innestato in estasi davanti all'ultima escrezione di un Charles Marc di Ponte-Lévy a meno che siano di un Jean Placid e Musso o forse di uno Dove il becco è? Non so più e ciò non ha importanza del resto.

Al reparto Viale attiguo al reparto Polars e Scienza Finzione, non ho potuto accedere, troppe lettrici e lettori, abbastanza giovani! Civetta! Tutto non è perso, installato un po' dovunque, in partenza per i multipli viaggi e soprattutto suprema eresia in questi tempi di austerità: in treno di distrarsisi! Cercare l'errore!

Buoni, cari compagni della cultura popolare, non parto di questo in un piccolo caffè, ci bere una schiuma alla vostra salute sperando che molto tempo ancora vi divertirete incantandoci. Amicizie!

Grammaire-de-l-imagination

" A guisa di trattamento di shock per la stipsi dei neuroni consiglio la lettura di Grammatica Di L'immaginazione Per Gianni Rodari in prese ripetute eccellono rimedio per i tempi che non corrono più purtroppo. "

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Venerdì 23 settembre 2011 5 23 /09 /Sep /2011 10:33

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Il brocante ai chimere.

Stupiamo creature: " Zoo zwart als in neckker. Nero tanto quanto un Neckker. "

Qualche anno fa, avevo intrapreso la redazione di un romanzo di appendice ad episodi: " Il canto del Neckker." Le stagioni sono passate, il canto ti sei progressivamente, diventando poco a poco mormorio impercettibile, ma, con le stupefacenti creature non può sapere mai?

Vaglio Gennep nel suo eccellente lavoro " Folclore del Flandre e del Hainaut francese" nota che praticamente la totalità degli esseri favolosi che frequentano le nostre contrade appartiene sotto differenti denominazioni all'immaginario del mondo. Sono le chiatte del molto cosmopolita Brocante alle chimere dove amo a portarmi a spasso.

Il Nekker o Necker sono uno dei représentants dei vecchi spiriti dell'acqua che urlano nella notte per terrificare i passeggiatori crepuscolari, di molto vecchi demoni che spuntano tra i rami degli alberi o che si trova comodamente installato sulle barriere dei campi.

Sono di origine germanica. Grimm li considerava prima di ogni cosa come gli spiriti degli acqua tali i neptuni del Mezzo Vecchio.

Daemon aquaticus. Singolare compagno che ha lasciato la sua traccia alla svolta delle viuzze di questo Flandre dove abito. Il Nekkerspoel a Furbe in Belgio, la torre del Nekkerstore a Bergues, la via del Nekker a Zegerscappel, ecc.)

Il Nekker che rievocavo nel mio scuro racconto imperversava a Bergues. Una città molto differente della città ridente del bene troppo celebre film che non rievocherò qui. Un Flandre più degno di Hieronymus Bosch che la vivente contrada alla quale sono abituato, sebbene.

Nella sua impresa di spavento, il nostro vecchio demonio possiede degli alleati preziosi.

Nella regione del Monte Cassel le grande-madri per calmare i mocciosi indomabili li minacciano del Kludde!

180px-Kludde

Kludde! Emulo di Protée! Re della metamorfosi, può essere arboscello e può crescere fino a diventare gigantesco. Cane nero nell'ombra che sparisce nell'oscuro delle viuzze di qui. diventa allora uccello fantastico e prende il suo volo spingendo il suo grido ghiacciato da cui il suo nome è tirato: Kludde. Kludde.

Vive di qua questo stupefacente bestiaire, siete liberi di credere non, ma è buono danno di non sottoscrivere al sapore dello spavento. E. Se passate dai nostri cantoni una sera di inverno quando soffio il vento di novembre nei rami dei salici. Sentirete " den verlooren Jagher: il passo del Cacciatore smarrito. ." Si è messo in cammino. E. Se vedete due piccole fiamme blu nelle fratte mentre echeggia un urlo terribile sul canale, avrete chiudere bello le palpebre e tappate gli orecchi, avete un appuntamento. Nekker e Kludde vi aspettano.

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Giovedì 22 settembre 2011 4 22 /09 /Sep /2011 11:01

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" Sono incerto sulla situazione di vicolo cieco psichico che costituisce l'impossibilità di licenziarsi di una stazione sotto pena di perdere tutti i suoi diritti sociali, la sua sussidio disoccupazione e, a termine, la sua sicurezza sociale. E sulla stessa impossibilità di rispondere alle umiliazioni, alle osservazioni, alle critiche sotto pena di licenziamento per errore "

, Marie Pezé - non morrebbero tutti ma tutto erano colpiti" Pearson 2008,

" Mi sono lanciato sulla strada della Seta siccome si lancia una bottiglia al mare. Per esistere. Mi si chiedeva ciò che andavo cerco così lontano. Potevo rispondere " una ragione di vivere."

, Bernard Ollivier - Lungo Marcia III - Il vento delle steppe - Febo Libretto 2003,

Due tracce sulla pista. Delle impronte che non sembrano mai incrociarsi e tuttavia degli itinerari che parlano della stessa cosa: l'uomo ed il suo bisogno di assoluto.

Non ho incontrato mai Marie Pezé, avrò potuto finalmente. Come tanti altri, ritrovarmi nella sala di attesa della consultazione " Sofferenza e lavoro" così come buono numero dei miei contemporanei.

Non ho incontrato mai neanche fisicamente Bernard Ollivier, ma come i multipli lettori, ho diviso con questo camminatore che proibisce essere scrittore, i 12 000 chilometri della strada della Seta. E queste letture mi hanno salvato, senza magniloquenza né retorica, queste cronache mi hanno evitato peggio il, l'estrema fuga. La tentazione di lasciare-presa definitiva. Questo gesto terribile che diventa così orribilmente banale.

L'essere umano possiede una qualità inestimabile: la sua facoltà di adattamento ed il suo potere di assimilare delle notizie, notizie di cui può fare degli attrezzi e delle armi destinati ad assicurare la sua sopravvivenza. Qui, non è domanda che sopravvivenza e di niente altro.

La scrittura è comparabile alla marcia. Bisogna mettere dell'umiltà e della pazienza ci. Scrivere e camminare sono degli atti di ribellione faccia a questo ventunesimo secolo dunque allucinato e caotico. La distanza dello sguardo sullo stato febbrile contemporaneo apre l'orizzonte, la pratica della lentezza dà il tempo di riflettere. Distance, lentezza,: due discipline che rialzano di un certo umanesimo. Man.uvres disperati per resistere in una società sempre più divisa, squartata tra senior superflui e giovani " lasciare-per-conto." Quale bel modo di governare che quella che consiste in fare affrontarsi le generazioni e gli individui per più meglio tutto controllare per la paura.

Dunque haro sul bighellone! In questo secolo alienato, personaggio iconoclastico ed anacronistico, lo scrittore o il camminatore o, colmo della perversità, lo scrittore-camminatore è un insulto vivente alla faccia dei tecnocrati décérébrés.

Andare nel margine, prendere le scorciatoie, questo è molto meglio di me siccome lo scritto Bernard Ollivier " una ragione di sopravvivere." Instauro il Ministero delle Sciocchezze che non è un luogo elegante dunque ed innestato, giusto un bivacco nel mezzo del deserto. Perché malgrado le alee della strada, la strada non è ancora finita.

" Del lato dei salariati lo domino " fuggifuggi" individuale. Faccia alla pressione del lavoro, al management per obiettivo, all'esigenza del sempre più, al collocamento in posto di indicatori di misura individualizzata dell'attività, all'individualizzazione delle prestazioni, i salariati hanno il sentimento che essi ne possono imputare che a loro stessi le difficoltà provate e vanno fino ad interiorizzare il timore di non essere all'altezza et/ou la colpevolezza di essere meno ad alto rendimento degli altri. La fragilità obiettiva del mercato del lavoro rinforza inoltre, spesso il timore di vedere ogni critica di sistema sancito da un'esclusione esterna (licenziamento) o interno


(placardisation."

" 375px-Ubu-Jarry

, Vincent di Gaulejac - la società malata della gestione - Punti 2009,

" La nostra civiltà, contrariamente a queste che ho percorso durante questi quattro anni emargino i vecchi" che sono usciti del sistema 'produttivo.' Tiene tanto in disparte ed incarceri alcuni giovani che si scrollano per esistere talvolta essi anche ed infrangono delle regole che nessuno ha insegnato loro mai né spiegate. Sono stati se malmenati dagli adulti o la società che si sono attaccati a renderloro la moneta del loro locale. Sarebbe felice che gli uni e gli altri, i vecchi ed i giovani, che si tendono la mano per uscire dai loro ghetti affermino insieme il loro diritto ad un posto in questo mondo che geme. "

, Bernard Ollivier - Lungo Marcia III - Il vento delle steppe - Febo Libretto,

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