Giovedì 22 settembre 2011
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" Sono incerto sulla situazione di vicolo cieco psichico che costituisce l'impossibilità di licenziarsi di una stazione sotto pena di perdere tutti i suoi diritti sociali, la sua sussidio disoccupazione e, a termine, la sua sicurezza sociale. E sulla stessa impossibilità di rispondere alle umiliazioni, alle osservazioni, alle critiche sotto pena di licenziamento per errore "
, Marie Pezé - non morrebbero tutti ma tutto erano colpiti" Pearson 2008,
" Mi sono lanciato sulla strada della Seta siccome si lancia una bottiglia al mare. Per esistere. Mi si chiedeva ciò che andavo cerco così lontano. Potevo rispondere " una ragione di vivere."
, Bernard Ollivier - Lungo Marcia III - Il vento delle steppe - Febo Libretto 2003,
Due tracce sulla pista. Delle impronte che non sembrano mai incrociarsi e tuttavia degli itinerari che parlano della stessa cosa: l'uomo ed il suo bisogno di assoluto.
Non ho incontrato mai Marie Pezé, avrò potuto finalmente. Come tanti altri, ritrovarmi nella sala di attesa della consultazione " Sofferenza e lavoro" così come buono numero dei miei contemporanei.
Non ho incontrato mai neanche fisicamente Bernard Ollivier, ma come i multipli lettori, ho diviso con questo camminatore che proibisce essere scrittore, i 12 000 chilometri della strada della Seta. E queste letture mi hanno salvato, senza magniloquenza né retorica, queste cronache mi hanno evitato peggio il, l'estrema fuga. La tentazione di lasciare-presa definitiva. Questo gesto terribile che diventa così orribilmente banale.
L'essere umano possiede una qualità inestimabile: la sua facoltà di adattamento ed il suo potere di assimilare delle notizie, notizie di cui può fare degli attrezzi e delle armi destinati ad assicurare la sua sopravvivenza. Qui, non è domanda che sopravvivenza e di niente altro.
La scrittura è comparabile alla marcia. Bisogna mettere dell'umiltà e della pazienza ci. Scrivere e camminare sono degli atti di ribellione faccia a questo ventunesimo secolo dunque allucinato e caotico. La distanza dello sguardo sullo stato febbrile contemporaneo apre l'orizzonte, la pratica della lentezza dà il tempo di riflettere. Distance, lentezza,: due discipline che rialzano di un certo umanesimo. Man.uvres disperati per resistere in una società sempre più divisa, squartata tra senior superflui e giovani " lasciare-per-conto." Quale bel modo di governare che quella che consiste in fare affrontarsi le generazioni e gli individui per più meglio tutto controllare per la paura.
Dunque haro sul bighellone! In questo secolo alienato, personaggio iconoclastico ed anacronistico, lo scrittore o il camminatore o, colmo della perversità, lo scrittore-camminatore è un insulto vivente alla faccia dei tecnocrati décérébrés.
Andare nel margine, prendere le scorciatoie, questo è molto meglio di me siccome lo scritto Bernard Ollivier " una ragione di sopravvivere." Instauro il Ministero delle Sciocchezze che non è un luogo elegante dunque ed innestato, giusto un bivacco nel mezzo del deserto. Perché malgrado le alee della strada, la strada non è ancora finita.
" Del lato dei salariati lo domino " fuggifuggi" individuale. Faccia alla pressione del lavoro, al management per obiettivo, all'esigenza del sempre più, al collocamento in posto di indicatori di misura individualizzata dell'attività, all'individualizzazione delle prestazioni, i salariati hanno il sentimento che essi ne possono imputare che a loro stessi le difficoltà provate e vanno fino ad interiorizzare il timore di non essere all'altezza et/ou la colpevolezza di essere meno ad alto rendimento degli altri. La fragilità obiettiva del mercato del lavoro rinforza inoltre, spesso il timore di vedere ogni critica di sistema sancito da un'esclusione esterna (licenziamento) o interno
(placardisation."
"
, Vincent di Gaulejac - la società malata della gestione - Punti 2009,
" La nostra civiltà, contrariamente a queste che ho percorso durante questi quattro anni emargino i vecchi" che sono usciti del sistema 'produttivo.' Tiene tanto in disparte ed incarceri alcuni giovani che si scrollano per esistere talvolta essi anche ed infrangono delle regole che nessuno ha insegnato loro mai né spiegate. Sono stati se malmenati dagli adulti o la società che si sono attaccati a renderloro la moneta del loro locale. Sarebbe felice che gli uni e gli altri, i vecchi ed i giovani, che si tendono la mano per uscire dai loro ghetti affermino insieme il loro diritto ad un posto in questo mondo che geme. "
, Bernard Ollivier - Lungo Marcia III - Il vento delle steppe - Febo Libretto,